Quando il decaffeinato fa male...
Forse non tutti sanno che il caffè può essere decaffeinato in tre modi diversi. Quello della Torrefazione Fiorella è decaffeinato con acqua. Con l'aiuto delle più avanzate tecnologie, l'acqua penetra nel chicco del caffè e estrae le sostanze solubili del caffè. Da questo primo processo ne deriva un liquido che viene fatto passare attraverso i carboni attivi che trattengono solo la caffeina. A questo punto, il liquido senza caffeina viene reintrodotto nel caffè che, in questo modo, non perde le altre sostanze. Questo processo viene ripetuto più e più volte (la durata complessiva di tale procedura arriva anche a 8 ore) e alla fine si ottiene un caffè decaffeinato al 98% che sa ancora di caffè.
Tre diversi modi per decaffeinare
Oltre al metodo ad acqua usato dalla Torrefazione Fiorella, esistono altri 2 modi per decaffeinare: a CO2 e diclorometano o acetato di etile. CO2: I chicchi verdi vengono inumiditi con vapore e acqua fino a raggiungere la giusta percentuale di umidità (max 40%). Poi, i chicchi vengono fatti passare nell'estrattore con l'anidride carbonica allo stato "supercritico". In questo stato, il CO2 ha la proprietà di diffondere come un gas e di solubizzare come un liquido. L'estrazione avviene "dolcemente" e vuole una pressione fra le 120 e le 250 atmosfere. I chicchi, infine, separati dalla caffeina, vengono essiccati. DICLOROMETANO: Anche in questo caso i chicchi verdi vengono preliminarmente umidificati tramite vapore e poi passati negli estrattori dove, attraverso il diclorometano o l'acetato di etile, (due sostanze organiche autorizzate dalla vigente legislazione europea) si decaffeinizzano. Alla fine del processo, il caffè viene lavato un'ultima volta col vapore, per eliminare i residui delle sostanze organiche.